La provincia di Cosenza è la più estesa della Calabria e una delle più grandi d'Italia. Attraversarla significa passare dal livello del mare ai millenovecento metri della Sila, e le distanze in linea d'aria non dicono niente sui tempi di percorrenza reali. Vale la pena capire come funziona prima di programmare le giornate.
L'asse principale: l'A2
La spina dorsale è l'A2 Autostrada del Mediterraneo, che percorre la provincia da nord a sud passando all'interno, lungo la valle del Crati. È gratuita e in buone condizioni per gran parte del tracciato. Lo svincolo di Montalto Uffugo/Rose è a poco più di sei chilometri da noi: da lì si sale verso il Pollino e Salerno o si scende verso Lamezia e Reggio.
Chi si sposta lungo l'asse nord-sud fa bene a usarla sempre: le alternative statali attraversano i paesi e triplicano i tempi.
Verso il mare
Per arrivare sul Tirreno bisogna scavalcare la catena costiera. La strada principale è quella che da Cosenza porta a Paola, con gallerie e tornanti: trentasette chilometri, poco più di mezz'ora in condizioni normali. In estate, nelle ore centrali, il traffico può allungare parecchio questo tempo.
Una volta sulla costa, la statale 18 corre lungo il mare collegando tutti i paesi: è panoramica ma lenta, soprattutto in alta stagione, perché attraversa i centri abitati.
Verso la Sila
Per salire sull'altopiano si passa da Cosenza e si imbocca la statale 107 Silana-Crotonese, che sale rapidamente di quota. È una bella strada, ma in inverno può essere interessata da neve e ghiaccio sopra i mille metri: nei mesi freddi le gomme invernali o le catene a bordo sono obbligatorie e servono davvero.
Anche d'estate conviene calcolare tempi generosi: la strada è tortuosa e i mezzi lenti non mancano.
Il trasporto pubblico
Esiste una rete di autolinee provinciali e la ferrovia regionale, ma entrambe sono dimensionate sui pendolari: corse concentrate nelle fasce orarie di punta, servizio ridotto nei fine settimana e in agosto. Per raggiungere Cosenza o l'Università della Calabria dalla zona è fattibile; per girare tra borghi, Sila e costa è impraticabile.
La conclusione onesta è che in questa provincia serve l'auto. Chi arriva in treno a Paola o a Lamezia fa bene a noleggiarne una.
Parcheggio e guida in paese
Nei centri storici dei borghi le strade sono strette e i parcheggi limitati: la regola è lasciare l'auto all'ingresso del paese e proseguire a piedi. A Cosenza il centro storico non è praticabile in auto: si parcheggia nella città nuova e si sale.
Da noi il problema non si pone: il parcheggio è gratuito negli spazi liberi vicino alla struttura, senza prenotazione e senza costi.
Le distanze che contano
Dalla struttura: Rende Quattromiglia undici chilometri, Università della Calabria dodici, borgo di Montalto Uffugo dodici, centro di Cosenza venti, Paola e il mare trentasette, Spezzano della Sila trentuno, Camigliatello cinquantaquattro, Amantea sessantadue, aeroporto di Lamezia ottantatré. Tutti percorsi stradali reali, non linee d'aria.
Guidare qui: qualche onestà
Vale la pena dirlo con franchezza: la rete stradale secondaria della provincia non è sempre in condizioni ottimali. Sulle strade provinciali e comunali capita di trovare fondo dissestato, segnaletica scarsa o assente e tratti stretti senza banchina. Non è un problema se lo si sa in anticipo e si guida di conseguenza.
Le arterie principali — A2, statale per il mare, statale silana — sono invece in buone condizioni e ben tenute. Chi si limita a queste non incontra difficoltà.
Un'ultima raccomandazione riguarda i tratti di montagna al buio: le strade verso la Sila e verso i borghi in collina hanno curve strette e illuminazione limitata. Se potete, programmate i rientri con la luce, soprattutto la prima volta che percorrete un itinerario.
Se dovete organizzare una giornata particolare, chiedeteci pure: sappiamo quali strade evitare e a che ora.
Al centro delle distanze giuste — Affittacamere Gess
Sei chilometri dallo svincolo A2, dodici dall'Università, venti da Cosenza. Con parcheggio gratuito e accesso autonomo.